Gli strumenti, le voci, la musica e la danza

Postato in Oriental Blues notizie

 

Trip to the origins

Oriental Blues rientra nel progetto Trip to the origins di Walter Maioli, una raffinata operazione di musicologia, una ricerca sugli archetipi di diverse musiche etniche, soprattutto sulle sonorità e i ritmi di antichissime civiltà e culture ancestrali. Questi  ritmi ipnotici e moduli compositivi modali si ritrovano come componente fondamentale nel Blues, la più arcaica delle musiche “moderne”.  Una straordinaria integrazione di sonorità e melodie africane, mediorientali, mongole , europee.

wm

L’Oriental Blues di Walter Maioli vuole rilanciare la musica strumentale e le vocalizzazioni, dalla poetica ai cori e far rivivere il “flauto magico” dei primordi, espressione della potenza della natura.
Vedi : Flautoterapia di WM

 

musica-araba

ALLE ORIGINI DELLA MUSICA ARABA TURCA e PERSIANA

Questa straordinaria musica rappresenta le origini della musica  Medio Orientale e Nord Africana dove gli strumenti base;  il flauto di canna ad imboccatura aperta, ney,  e il tamburo a cornice, daf, bendir, sono oggetti primordiali, preistorici, probabilmente già impiegati decine di migliaia di anni fa, e che troviamo tra le prime raffigurazioni di strumenti musicali presso i Sumeri e gli Egizi. Vengono suonati utilizzando i più elementari ritmi archetipici, che favoriscono un relax psicofisico, così il flauto improvvisa su moduli della respirazione e dell’elevazione tonale. Questa è la musica più antica, antichissima, paleolitica, suonata intorno al fuoco sotto una notte stellata.

 

Luce-Maioli

Luce Maioli

La versione primordiale del brano Il respiro di Simorg, è eseguita semplicemente dal flauto di Walter  e il tamburo, suonato da Luce Maioli ( fondatrice insieme a Walter e Nathalie van Ravenstein del gruppo SYNAULIA, musiche, danze e teatro dell’antichità) nella grande stanza circolare a cupola presso il Campus della Fondazione RAS a Stabia ( Napoli). La registrazione al naturale, effettuata da Ivan Gibellini, senza impiegare filtri elettronici nel missaggio, rivela lo straordinario riverbero creato dalla cupola, simile a quella delle basiliche, moschee e grotte. Si tratta di un vero viaggio alle origini indotto dall’ ascolto del flauto di canna obliquo ad imboccatura aperta e del tamburo a cornice, i primi due strumenti ancestrali che suonavano già migliaia e migliaia di anni fa sulle montagne, gli altipiani e nei deserti del Centro Asia, Mediterraneo, Medioriente e Africa.

DA CYBELE I CIMBALI PER SUONI ACUTI RIGENERANTI

Solo in seguito si aggiungeranno gli strumenti a corda e altri tamburi, come la darbouka che deriva dai vasi di terracotta neolitici e infine i tintinnabula, i cimbali,  i sistri di metallo che appunto nell’epoca dei metalli hanno sostituito le conchiglie e i semi che fungevano per il medesimo scopo: fornire frizzanti suoni acuti rigeneranti.
Flauto, tamburo e cimbali costituiscono una archetipica combinazioni sonora chiamata da Walter “La formula di Cybele”, in quanto rappresentata nel contesto di questa divinità e riscontrabile nelle raffigurazione da ben 5000 anni, formula acustica costituita da frequenze gravi (il tamburo), medie (il flauto) e acute dei campanellini e cimbali ( il cui nome viene proprio dalla dea Cybele) della danzatrice, frequenze sonore in grado di coprire tutta la gamma dell’udibile, una forza energizzante totale per le orecchie e la mente.

Oriental Blues – Oltre ai flauti, i tamburi, cimbali e campanellini vi sono anche numerosi altri strumenti antichi ed esotici ( come il doppio flauto e il plagiaulos degli Etruschi ) che si uniscono a strumenti musicali della cultura occidentale, innanzitutto la chitarra , che caratterizza il Blues, quindi il contrabbasso, la batteria, e il vibrafono (questi tre ultimi strumenti saranno presenti nel prossimo CD Oriental Blues) che dalla cultura colta occidentale sono passati a quella popolare, come la canzone, il blues, il jazz, il rock e il pop.

 wm-flauto-obliquo

Walter Maioli suona dai primi anni 70 il flauto obliquo ney amplificandolo e filtrandolo elettronicamente
con speciali effetti di ricreazioni ambientali ed echi spaziali all’infinito.

IL NEY : SUSSURRO DELL’ANIMA

La voce del ney,  il flauto obliquo ad imboccatura aperta arabo, turco e persiano, è il soffio che esprime il sussurro dell’anima e il vento del deserto, capace di trasportare sotto una notte stellata.
Il ney suonato da Walter Maioli manifesta appieno questo archetipo.
Il respiro che rapisce il musicista e l’ascoltatore, fa muovere la danzatrice e declamare il poeta.
Una musica lenta, dolce, soffice, impalpabile, un sussurro, un alito …l’ultimo della nottata.
Un soffio che impalpabilmente si tramuta in sibilo strisciante per divenire un movimento in slow motion,  come un serpente su una duna le cui tracce vengono istantaneamente riassorbite dalla sabbia, o la fiamma della candela che danza alla più sottile delle brezze. Brani Il sussurro dell’anima, il respiro di Simorg, Taraxacum dream.
Walter Maioli dai primi anni 70 ha viaggiato verso Oriente sulla rotta delle musiche dell’antichità, del flauto ney, in Marocco, Tunisia, Egitto, Turchia, Persia, Afghanistan, Pakistan e Nord India, svolgendo ricerche e laboratori sul campo in Himalaya, Kashmir e Nepal, concerti, radio e televisione a Srinagar, New Delhi, Benares.
2009 - TEHRAN -- Italian composer and researcher of the Archaeology of Music Walter Maioli traveled to Iran to conduct some music projects. Spent several days in northern Iranian forests …. Tehran Times - September 8, 2009

 

 walter-e-plagiaulos

IL PLAGIAULOS ETRUSCO

Nel brano Oriental Etruscan mood impiego il plagiaulos uno strumento a fiato Etrusco – Romano, simile al flauto traverso, ma con inserita un’ancia “semplice” nel buco per l’insuflazione. Nell’antichità il plagiaulos aveva creato un notevole furore di passione, e ora lo possiamo capire, infatti, i plagiaulos che ho ricostruito, in anteprima mondiale, rivela dei suoni unici dai timbri “di canna” straordinariamente caldi, impalpabili e sensuali.
Pochissimi sanno nell’ambiente della musica o dell’archeologia, che le prime raffigurazioni al mondo di flauto traverso e plagiaulos sono etrusche, non cinesi o indiane, dove il flauto traverso è ora strumento nazionale. Gli antichi Greci, ai quali erroneamente si attribuisce la paternità di tutto ciò che è classico, non ne danno notizia e non lo raffigurano. Mentre in Mesopotamia e in Egitto era impiegato il flauto obliquo, vale a dire, un tubo aperto imboccato semitrasversalmente, il ney.
Quindi agli Etruschi va il primato della prima raffigurazione del flauto traverso, che troviamo, non solo nella famosa e conosciuta immagine, cioè quella che compare su un’urna del II secolo prima di Cristo scoperta nel santuario di Volumni presso Perugia (nella foto sopra) , ma sorprendentemente anche a Volterra presso il Museo Guarnacci si trovano rappresentati, sulle urne n. 89, 197, 621, strumenti a fiato traversi. Questi ultimi identificati dal sottoscritto e l’equipe del Centro del Suono, con la collaborazione di Gabriele Cateni, direttore del Museo Etrusco Guarnacci di Volterra.

 

musiciste-egitto

I TAMBURI

Nel nostro progetto di ricerca, Trip to the Origins, abbiamo cercato innanzitutto il suono originale che accompagnava le danze del deserto e che scaturiva dai  tamburi con la “pelle,” suonati dalle stesse donne per danzare, al contrario di ciò che accade in questi tempi. Oggi, infatti, i ritmi della danza del ventre sono suonati quasi esclusivamente dalla darbouka dalla pelle di plastica !!! come si fa a non sentire la differenza !!! Forse la maggioranza delle danzatrici non ha mai sentito i suoni caldi di un tamburo con la vera pelle ma solo suoni di plastica di tamburi percossi, per di più, violentemente da mani maschili, al massimo del volume, senza mai piani e forti e senza dinamiche (queste critiche vogliono essere costruttive, per migliorare il sound generale).
Il tamburo a telaio sino all’epoca dei Sumeri era strumento femminile e presso i Romani era suonato solo dalle donne e rari satiri. I tamburi suonati insieme alle trombe, nelle parate egizie e romane, che si vedono nei film e nelle ricostruzioni storiche, sono un falso storico. I tamburi erano esclusi dalle faccende militari e dai giochi dell’arena in quanto appunto erano legati ai culti femminili di Cybele, la Magna Mater.
Nell’ Oriental Blues i tamburi ed i cimbali sono suonati dalle stesse danzatrici - musiciste mentre danzano oppure per accompagnare le loro compagne nella danza. *
I ritmi dei brani sono ritmi archetipici, impiegati nella danza del ventre, scelti, con gli accenti e le velocità e suonati direttamente dalla maestra e coreografa Irene C.L. Borg con il contributo di Shakti, valente pluristrumentista che canta, suona la chitarra e i ritmi popolari industani sul dholak, tamburo a barile presente nell’Antico Egitto, ( la possiamo ascoltare nel brano Il sussurro dell’anima dove canta con Irene C.L. Borg), Fra Flawer rara e preparata suonatrice di darbouka e Giulia Zhou, mirabile danzatrice e percussionista ( le possiamo ascoltare nei brani Oriental Etruscan mood e Il respiro di Simorg.

 fra-e-shakti
Fra Flower: darbouka - Shakti: dolak, voce, chitarra - Tamburo a barile

Un sound morbido e vellutato,  una musica terapeutica, meditativa, a slow motion come il Blues più autentico… lento, strisciante, notturno.
La danza del ventre ritrova  la musica dal mistico soffio, in grado di risvegliare la femminilità ed il fascino della danzatrice, che si esprime in movimenti finalmente lenti, ondeggianti, sinuosi. Sul flauto si basa la danza serpentina, sensuale, inebriante e mistica, mentre i ritmi del tamburo in crescendo conducono a movimenti rotatori, vibranti e a vortici estatici.

* Per le danze dell’antichità etrusco-romana , straordinarie sono le danze che impiegano contemporaneamente gli strumenti musicali ricostruite da Luce Maioli, che possiamo ascoltare mentre suona il tamburo a cornice nel brano Il respiro di Simorg, nella versione primordiale

 

flautista-egitto

IL FLAUTO E LA VOCE FEMMINILE

Altra determinante novità nella formula musicale dell’ Oriental Blues è il connubio tra flauto e voce femminile.
Nella storia del canto, sono  stati proprio il flauto e la voce femminile a sviluppare le vocalizzazioni aeree ( senti esempi etnici di popoli anche distanti tra loro come i Tibetani e i popoli delle Ande, che impiegano il flauto in connubio con la voce femminile, per musiche con scale ondeggianti che volano verso l’alto).  

Nell’ Oriental Blues , grazie soprattutto ad Elisa Ljli Cellario troviamo finalmente una vocalizzazione

Elisa-Ljli-Cellario

Elisa Ljli Cellario : voce, chitarra e danza

che non è troppo araba-orientale, ne celtica o Blues, ma qualcosa di caratteristico...l'Oriental Blues.
In Oriental Etruscan mood, la voce esce, come un unico solo in tutto il brano, con il plagiaulos in primo piano, perchè ha una frequenza completamente diversa dalla voce. Mentre nel Respiro di Simorg, durante il crescendo il flauto e la voce si uniscono perfettamente, divenendo un unico strumento. Una dimostrazione questa di quanto il flauto abbia contribuito nella storia del canto a sviluppare le vocalizzazioni aeree e viceversa. Oltre a cantare Elisa in questi due brani suona contemporaneamente la chitarra.

 

 Darya-Ershad

Darya Ershad, voce, percussioni e danza

Anche il sussurro della voce durante la poetica si scioglie nel soffio del flauto, nell’antica Roma era il flauto “tonarion” che dava il tono all’oratore. Straordinaria è la recitazione in persiano, lingua dell’antichissima poetica, che possiamo ascoltare nel Respiro di Simorg dalla voce di Darya Ershad, anche lei brillante cantante, danzatrice e artista, che ascolteremo presto nei prossimi brani in programmazione.
Anche Irene C. L. Borg, la mirabile maestra, oltre a suonare le percussioni, canta e la possiamo ascoltare insieme a Shakti in fraseggi decisamente all’Orental Blues nel brano Il sussurro dell’anima.

 

Giulia-Zhou 

IL BORDONE COSMICO

Un suono continuo, quel bordone “ronzante” che all’epoca degli Egizi, dei Sumeri e dei Romani era considerato sacro, e che doveva accompagnare le cerimonie.  L’Aum che sorregge ogni cosa, il collante vibratorio dell’universo, il suono che gli asceti Indù ascoltano in loro stessi, che i Pitagorici udivano con le loro orecchie allenate, e che ora gli astrofisici, attraverso le apparecchiature elettroniche, chiamano “radiazione cosmica”.

Nei brani Il sussurro dell’animaOriental Etruscan mood abbiamo utilizzato la tamboura, strumento a corde di origini millenarie, dal pan-tur sumero al Persiano tunbūra. Strumento colto ed esoterico, straordinaria fusione “moderna” del 16 secolo tra la cultura sonora Persiana e quella Indù. Il suo ronzio è la concreta vibrazione del suono primordiale e costituisce il bordone base su cui intonarsi.

 

 tamboura

Walter Maioli impiega il flauto ad imboccatura aperta con la tamboura dai primi anni 70
con il gruppo Aktuala


Di Oriental Blues fa parte anche Taraxacum dream, un brano meditativo, contemplativo e introspettivo, adatto al rilassamento. Irene lo usa infatti per gli esercizi respiratori propedeuci alla danza. Senza ritmo il flauto esegue una scala tipica industana, su un particolarissimo bordone di fondo, un Om, generato dalla registrazione rallentata del suono emesso soffiando un gambo reciso di Taraxacum, il soffione dei prati. Frutto di straordinari esperimenti all’avanguardia, realizzati campionando, studiando ed elaborando elettronicamente i suoni della natura, da Walter Maioli e Nirodh nei primi degli anni 80. Nirodh, che collabora da molti anni con Walter è un rinomato musicoterapeuta che ha realizzato decine di CD a suo nome e che, come tecnico del suono, ha effettuato la registrazione di centinaia di CD, tra cui quella dei brani Il sussurro dell’anima e Taraxacum dream, presenti in questo CD, nel suo studio di registrazione il NoStudio, ad Alpicella nei boschi di Varazze.

 

taraxacum-e-luce 

Il bordone di fondo del brano Taraxacum dream, senza il flauto, è tratto dal CD
TARAXACUM di Walter Maioli e Nirodh registrato nel 1983 e pubblicato nel 2001 dalla rivista Anthropos & Iatria.

 

liuto-e-chitarra 

Da sinistra : 1 - liuto,  periodo babilonese Bagdad, Iraq Museum – 2 - Suonatrice di liuto  a manico lungo, Egitto XX dinastia, Museo di Leiden  - 3 chitarra semiacustica impiegata per suonare l’ Urban Blues e l’Oriental Blues.

LA CHITARRA E LE SUE ORIGINI ORIENTALI

La chitarra appartiene alla famiglia dei liuti, cioè strumenti la cui corda viene schiacciata, su un manico- tastiera da un dito che ne modifica la lunghezza vibratoria dando la possibilità di ottenere più suoni I primi strumenti complessi come arpe e liuti compaiono nel 3000 avanti Cristo nell’area delle antiche civiltà dei fiumi; Egitto, Mesopotamia, Nord India e Cina. Mentre sono assenti nelle Americhe prima di Colombo.

 

irene-danza 

Un percorso che vede la danza scorrere interconessa alla musica, nelle epoche, luoghi, circostanze e modalità.

DANZE ANCESTRALI

Presenteremo anche i gesti fatati, i movimenti archetipi delle antiche danze femminili, dei veli e dei misteri, frutto di una accurata ricerca antropologica, archeologica, iconografica e letteraria che corre interconessa alla musica, nelle epoche, luoghi, circostanze e modalità. Uno studio svolto in sinergia tra Irene C.L. Borg, danzatrice, coreografa, insegnante e ricercatrice,in anteprima ha introdotto la Danza del Ventre in Italia, aprendo la prima scuola di danze etniche a Milano e Luce Maioli che presenta le danze della preistoria e dell’antichità con l’impiego degli strumenti musicali, fondatrice insieme a Walter e Nathalie van Ravenstein del gruppo SYNAULIA (musiche e danze dell’antichità Etrusco-romana)  mentre Darya Ershad esegue danze persiane tribali e contemporanee.

La Danza del ventre ancestrale universale così chiamata in considerazione del fatto che il ventre è il centro dell’essere femminile intorno al quale tutto danza ma anche per richiamare l’ancestrale universalità delle sacre danze facenti parte di antichi culti femminili. La danza del ventre, basata principalmente su movimenti rotatori, sinuosi e ondeggianti del bacino, del tronco e della zona pelvica, ha origini che vanno ben oltre l’area mediorientale, contrariamente a quanto si crede oggi. Troviamo infatti tracce dell’ antica danza in tutto il mondo arcaico, non solo in Egitto e in Turchia, dove oggi viene praticata quasi esclusivamente in modo codificato e stereotipato. Era la danza di tutte le donne e nella sua forma rituale di cerimonia magico-religiosa, veniva  praticata  in Oriente come in Occidente:  in Antico Egitto, Persia, Turchia, Mesopotamia ma anche in India e  Polinesia così come nell’antica Grecia, Etruria e Roma, in  Spagna e Nord- Europa.
In tale danza ritroviamo gesti e movimenti della danza del ventre attuale con l’impiego del velo, ali, cimbali, tamburello, bastone, vaso e candelabro, come testimoniato nell’arte, nella letteratura e nella mitologia. (Irene C.L.Borg)

 

irene

 

Per i brani Il sussurro dell’anima, Oriental Etruscan mood e
Il respiro di Simorg
Irene C.L.Borg ha creato
delle speciali coreografie presentate nel 2013
all’ Antiquarium di Milano e al Festival dell’Oriente

https://www.facebook.com/irene.c.borg?fref=ts 

 

 

dietro-le-quinte 

 dietro le quinte

Registrazione dei brani Oriental Etruscan mood e Il respiro di Simorg nell’atmosfera metropolitana undergroud (tipica dell’ urban Blues) di Milano, al Real Sound Studio, da Ettore con la supervisione di Roberto Gramegna e Dario “dwe” Vergani.
Fra Flower, percussioni  - Giulia Zhou, danza e percussioni - Irene C.L. Borg, percussioni, voce e coreografie -  Elisa Ljli Cellario, voce, chitarra e danza

 

castellammare 

Oriental Blues Luce, Darya Erschad, Walter Maioli, guest Claude Mendy –  Stabia 2009

 

 

oriental

 



oriental-blues
file MP3 (MB 33,8) o FLAC (MB 146) - digital download
Brani 5
Min. 26:50
€ 11,99 mp3
€ 14,00 FLAC
dettaglio-synaulia I